Progetto

Per APAR, Pubbliche Assistenze Senesi, abbiamo progettato insieme a operatori e associazioni Connessioni Sociali: un servizio territoriale che mette in relazione persone, sportelli, organizzazioni e volontari

Connessioni Sociali: l'applicativo per far lavorare insieme una rete di servizi territoriali

Connessioni Sociali: l'applicativo per far lavorare insieme una rete di servizi territoriali
Anno
2025
Crediti
Luchadora

Connessioni Sociali nasce all’interno della rete coordinata da APAR, Pubbliche Assistenze Senesi, che riunisce organizzazioni della società civile e associazioni del terzo settore della provincia di Siena.

Sul territorio esistono competenze, volontari e servizi diversi: trasporto socio-sanitario, consegna di farmaci e spesa, prestito di ausili, accompagnamento, distribuzione di vestiti e altre forme di supporto.

Il punto di partenza del progetto era capire come trasformare questa pluralità di risorse in un servizio accessibile e coordinato.

Una persona che chiede aiuto, infatti, non dovrebbe necessariamente sapere quale associazione contattare. Dovrebbe poter raccontare il proprio bisogno a uno sportello, fisico o digitale, e trovare dall’altra parte una rete capace di capire la richiesta, individuare la risposta più adatta e accompagnarla nel tempo.

Connessioni Sociali nasce per rendere possibile questo passaggio.

La sfida: progettare prima di tutto il servizio

Non si trattava di digitalizzare un processo già definito. Il servizio stesso doveva essere progettato. Insieme ad APAR e alle persone coinvolte nella rete abbiamo lavorato per capire che cosa succede dal momento in cui emerge un bisogno: quali informazioni servono, chi deve poterle vedere, come viene valutata una richiesta, come si individua un’associazione disponibile, cosa accade quando nessuno può rispondere immediatamente, come si segue un intervento nel tempo.

Il lavoro di co-design ha permesso di trasformare conoscenze distribuite tra operatori, volontari e associazioni in un modello condiviso. Da quel modello sono nati contemporaneamente il funzionamento del servizio e la struttura dell’applicativo.

L’interfaccia è quindi la parte visibile di un lavoro più profondo: definire ruoli, relazioni, stati, responsabilità e flussi abbastanza semplici da essere usati ogni giorno e abbastanza strutturati da far lavorare insieme una rete di organizzazioni diverse.

Un linguaggio visivo per raccontare il servizio

Accanto al design del sito e dell’applicativo, Luchadora ha curato il progetto di illustrazione di Connessioni Sociali. 

Le illustrazioni aiutano a rendere più accessibile un servizio articolato e a restituirne la dimensione umana: dietro richieste, interventi e processi ci sono persone che chiedono aiuto, volontari che se ne prendono cura e una rete di organizzazioni che prova a costruire una risposta. L’identità illustrata diventa così parte dell’esperienza del progetto e accompagna la comunicazione pubblica di Connessioni Sociali con un tono riconoscibile, vicino e non istituzionale.

Dal bisogno alla risposta

Il sistema è costruito intorno a un percorso semplice: una persona esprime un bisogno, lo sportello lo traduce in una richiesta, la rete individua chi può rispondere e l’intervento viene seguito nel tempo.

Il progetto digitale accompagna tutto questo percorso. Il sito pubblico permette alle persone di capire quali forme di supporto esistono, trovare gli sportelli e presentare una richiesta. L’applicativo è lo spazio di lavoro della rete: qui le richieste vengono valutate, abbinate alle risorse disponibili, assegnate e seguite.

I due ambienti condividono la stessa logica. Una richiesta inviata dal sito non diventa semplicemente una mail da inoltrare: entra direttamente nel processo di presa in carico.

Il sito come primo sportello

Chi cerca aiuto arriva con un problema, raramente con il nome esatto del servizio o dell’organizzazione a cui rivolgersi. Per questo abbiamo organizzato il sito a partire dai bisogni e dai percorsi possibili, invece che dall’organigramma delle associazioni.

I contenuti accompagnano verso diversi ambiti di supporto — sociale, economico, culturale, salute, educazione e formazione — mentre la mappa permette di individuare gli sportelli fissi e itineranti e consultarne gli orari. Anche il modulo di contatto è stato progettato come parte del servizio: raccoglie le informazioni necessarie per iniziare la presa in carico e apre una richiesta direttamente nell’applicativo. Il sito non è quindi una vetrina separata dal servizio. È uno dei suoi punti di accesso.

Il cuore dell’applicativo: abbinare una richiesta a chi può rispondere

Una delle questioni centrali emerse durante il co-design è stata molto concreta: come capire chi, all’interno della rete, può realmente prendere in carico una richiesta? Non basta sapere che un’associazione offre un certo servizio. Una richiesta può richiedere un volontario con una formazione specifica, un mezzo adatto, una determinata autorizzazione o semplicemente capacità disponibile in quel momento.

Abbiamo tradotto questa complessità in una schermata di abbinamento. Da una parte compaiono i requisiti della richiesta. Dall’altra le organizzazioni della rete che possono rispondere, ordinate sulla base della compatibilità, della distanza e del carico di lavoro.

L’operatore può quindi vedere non soltanto chi offre un servizio, ma chi è nelle condizioni di erogarlo per quella persona, in quel momento. Se nessuna organizzazione soddisfa subito tutti i requisiti, la richiesta può essere aperta alla rete. Le associazioni dell’ambito la vedono e possono rendersi disponibili. Un processo che coinvolge molte persone e molte variabili trova così un luogo comune nel quale essere gestito.